L'idiot@

“All’improvviso, in mezzo alla tristezza, alla tenebra e all’oppressione spirituale, appariva un lampo di luce nella sua mente. La sua mente e il suo cuore s’inondavano di luce straordinaria. Ma quei lampi erano soltanto il preludio del momento in cui cominciava l’attacco.” L’ idiota, Dostoevskij

Nella Casa Delle Farfalle 2 gennaio 8, 2012

Tutte le bambine amavano quelle bambole, così anch’io. Forse mi piacevano perché non volevo sentirmi diversa, essere diversa. Amare il rosa, amare la perfezione di quelle bambole fatte di plastica; ma di una plastica particolare che rendeva i loro corpi bellissimi, perfetti.

Non lo capisco! Non capisco il motivo… perché devi rovinarle in questo modo?, mia madre mi rimproverava ogni volta che s’accorgeva di come le riducevo. Avevo preso l’abitudine di mordicchiare i piedi e le mani. Lo facevo quando mi mettevo a dormire, la notte o il pomeriggio, nel buio della mia camera. Masticavo gli arti delle bambole fino ad allungarli in maniera inverosimile fino a che, quelle perfettissime bambole, diventavano simili a me e alla mia Stregonzi. Ero invidiosa perché, nella loro villa di plastica rosa, vivevano un’esistenza diversa dalla mia. Ero invidiosa perché loro una casa l’avevano e, quindi, non potevano essere povere. Ero invidiosa del fatto che la Barbie era una bambola che non piangeva mai, perché la plastica speciale di cui era fatta le lasciava scivolare addosso ogni cosa, perfino l’amore del suo Ken. Ma non le odiavo, mi piacevano e le chiedevo e me le regalavano ai compleanni, a Natale. Non le odiavo, mi piacevano e mi piaceva mordicchiarle. Mi piacque ancor di più quando questa pratica mi permise di scoprire cosa vi fosse all’interno di quelle lunghe e affusolate gambe.

Era un pomeriggio d’estate, mia madre pretendeva che d’estate riposassi al pomeriggio. Inutili erano le mie proteste: Ma io non ho sonno! Lasciami giocare., supplicavo. Le mie preghiere non erano mai esaudite, forse perché mia madre era fatta della stessa plastica speciale che lasciava scivolare ogni cosa, persino i miei desideri di libertà che si sarebbero concretizzati in pedalate veloci in bici sulle strade assolate e deserte d’Agosto.

Fa troppo caldo. A quest’ora non esci a giocare in strada. Se non hai sonno ti sdrai senza dormire, magari ti metti a giocare con la Barbie., poi chiudeva il portone di casa con la chiave e la nascondeva. Mi sdraiavo sul letto, in compagnia della bambola. La guardavo, bella com’era, e le chiedevo se avesse voglia di venire con me e Stregonzi. Niente da fare le sue gambe erano rigide e sembrava non volessero spostarsi da quel posto morbido, ma terribilmente caldo che era il letto in piena estate. Io avevo voglia di fresco, avevo voglia di aria, di azzurro. Di alberi dalle grandi chiome dove poter ascoltare il canto: il canto degli alberi. Era quello il mio sogno più bello che rincorrevo da sempre, da quando mi dissero che avrei davvero potuto ascoltarlo mettendo una semplice foglia nel mio giradischi rosso. A rivelarmi questo segreto fu mio cugino non molto più grande di me, ma abbastanza da non capire, o capire perfettamente, quanto certe cose siano importanti e quanto male provoca la distruzione delle stesse. Ma non piansi quando scoprii che mettendo la foglia nella fessura del mangiadischi non avrei mai ascoltato quel canto, né tanto meno qualsiasi altro. Il mio mangiadischi rosso si ruppe così, tra la risata compiaciuta di mio cugino e il rimprovero dei miei genitori che constatarono la stupidità della loro figlia. Adesso mi trovavo in quel letto con quella stupida bambola che non voleva venire con noi, lì dove tutto poteva essere diverso dal suo adorato rosa, lì dove ancora suonavano canzoni belle, lì dove niente era fatto di plastica speciale. Iniziai a succhiarle i piedi pensando che così le avrei provocato un formicolio poco piacevole, simile a quello che provavo io quando mi solleticavano e mi costringevano a metterli giù per terra, i piedi; ma Barbie restava ferma e immobile, sprofondata nel morbido del cuscino.

Perché non mi credi? Perché devo sempre essere io a venire da te  per giocare?, le chiedevo. Non mi rispondeva, non lo faceva mai. Si limitava a guardarmi con i suoi occhi finti, perché disegnati e, a volte, avevo l’impressione che fossero rosa e non azzurri. Cominciai, allora, a mordere: prima le gambe e poi i piedi; poco, morsi lievi, piccoli morsi; ancora morsi più decisi e forti fino a bucarle le caviglie. Rimasi sorpresa quando, da quel punto rotto della gamba, comparve una sorta di ferro dal colore insolito: bianco. A quelle bambole, bellissime e perfette, perfino l’anima che permetteva loro di muoversi, piegare le ginocchia, accavallare le gambe, era plastificata proprio come tutto il resto che, spesso, mi circondava a esclusione della mia Stregonzi.

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17 Responses to “Nella Casa Delle Farfalle 2”

  1. Sabrina Says:

    se vuoi mi trovi su notforever.iobloggo.com 🙂

  2. fantasia972 Says:

    Certo che voglio! E grazie per la segnalazione, io avevo linkato altro… 🙂

  3. keypaxx Says:

    E nessun avviso su splinder per gli amici che ti cercano?
    ti ho ritrovata solo per caso… 😦
    Spero di riaverti come gradita ospite anche sul mio nuovo blog:

    http://keypaxx.wordpress.com/

    Un sorriso per una serena continuazione.
    ^____^

  4. keypaxx Says:

    Naturalmente ti lascio anche l’augurio per il nuovo anno.
    Che, a quanto vedo, hai iniziato carica e propositiva; brava!
    🙂

    • fantasia972 Says:

      Key non rimproverarmi!!! Su splinder ho combinato un casino per cercare di trasferire il vecchio blog che, ovviamente, è riuscito a cavolo! E in quella cosa terribile che ho combinato mi sono persa i link dei vostri, perché poi è sparito pure il vecchio idiot@. Ci ho impiegato un po’ di tempo per decidermi, tra le altre cose ho vissuto un anno o forse qualcosina in più di assoluto silenzio, mi riferisco allo scrivere. Non è stato piacevole e non avevo alcuna voglia di tornare… poi è cambiato tutto! La decisione di aprirne uno tutto nuovo è maturata in tempi recenti e piuttosto brevi e solo qualche giorno fa è nato questo nuovo blog. Ti avrei cercato, lo sto facendo piano piano e sono felice che tu mi abbia preceduta! Adesso faccio un salto da te, così che possa salvarmi il link della tua casetta. Intanto qui ti ringrazio e ti abbraccio, ricambiando l’augurio per questo nuovo anno da poco nato! 🙂

  5. brumbru Says:

    Gran post. Complimenti.. Avrei cose da dire, ma preferisco aspettare la continuazione.

  6. brumbru Says:

    Vabbè, nulla che tu non sappia. Cose di cui abbiamo già parlato… sai come la penso, sulla perfezione.

  7. artemidoro Says:

    Un anima “plastificata” temo ce l’abbiano anche molti uomini e donne . Per il resto come immagini io sono per Stregonzi….

  8. monicamarghetti Says:

    ….avrei una gran voglia di giocare con te sai puoi stare tranquilla sono un vero disastro la perfezione non è una cosa che mi appartiene :)))
    wowww mi piace continuo a leggerti

  9. fantasia972 Says:

    anche io ho voglia di giocare con te, magari un giorno di questi ci facciamo una partita a ping pong e scriviamo una favoletta!
    bacioooooooooooo


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