L'idiot@

“All’improvviso, in mezzo alla tristezza, alla tenebra e all’oppressione spirituale, appariva un lampo di luce nella sua mente. La sua mente e il suo cuore s’inondavano di luce straordinaria. Ma quei lampi erano soltanto il preludio del momento in cui cominciava l’attacco.” L’ idiota, Dostoevskij

Nella Casa Delle Farfalle 3 gennaio 12, 2012

La principessa era dritta sul piedistallo di plastica, nella mano teneva stretto il suo scettro. L’abito bianco e a balze non aveva niente in comune con quello che, di solito, io indossavo. E pure i suoi capelli biondissimi erano tanto diversi dai mie. Al centro della testa, tra la folta chioma, brillava la sua coroncina dorata. Mi diressi verso la principessa, la presi, la guardai con attenzione, poi senza pensarci su due volte, con un gesto secco e deciso, staccai dalla testa la corona lasciandole un orribile buco proprio al centro del capo.

Stregonzi, ma noi siamo… Adesso non più!, dissi ridendo. Con Barbie principessa fui davvero cattiva e la mia bambola di pezza mi sorrise solo perché mi voleva bene. Mi amava in maniera incondizionata, senza se e senza ma; prescindendo da ciò che di crudele potessi fare o pensare. E io sapevo che dietro quel suo sorriso non vi era alcuna condivisione o approvazione per il gesto compiuto. Me lo disse che avevo sbagliato a prendermela con la principessa e il perché l’avrei pure capito con il passare del tempo.

Gli anni correvano e io continuavo a pensare alla povertà di chi non ha una propria casa; e nei miei pensieri, condivisi solo con Stregonzi, inventavo soluzioni per quelli che sarebbero potuti diventare periodi davvero difficili: rinunciare alla girella delle diciassette, sostituendola con una merenda più umile, ignorare il consiglio del venditore di palloncini che urlava ”Piangete bambini ché la mamma compra”, cosa che, tra l’altro, non riusciva quasi mai; centellinare le patatine contenute nella bustina e farle bastare per più tempo, anche se poi l’idea di unire i due pacchi, quello mio e quello di mio fratello, per moltiplicarne il contenuto, risultava essere l’idea più stupida e si finiva a litigare perché c’era sempre qualcuno che non rispettava la regola e anziché una patatina per volta ne prendeva due.

Giocavo e mi divertivo, provando un piacere sottilmente masochistico a pensare e a inventarmi una vita fatta di stenti. Il tavolo della stanza da pranzo diventava la casa che non possedevo. Io e mio fratello, quando non potevamo star fuori a giocare, ci rifugiavamo lì sotto. C’era tutto: cucina, bagno, letto a far da contorno all’esistenza di quei due bambini disgraziati che dovevano imparare a cavarsela da soli perché orfani, Ino e Ina.

Ina cosa c’è oggi da mangiare?, mi domandava con dolcezza.

Abbiamo solo questo, gli rispondevo mostrandogli la confezione di patatine. Con gesti posati, composti, dignitosi ne prendevamo una per ciascuno sforzandoci di non dar spazio a quell’ingordigia che, spesso, abita nella golosità dei piccoli. Il gioco continuava per un po’, fino a quando la “natura” prendeva il sopravvento.

Ti ho visto, ne hai prese due!

Non è vero!

Sì, hai barato…. hai preso due patatine. Se fai così finiscono subito! E non vale.

Non voglio giocare più, ecco! Adesso mi ridai tutte le mie patatine.

Ma come faccio? Alcune le abbiamo già mangiate. Sono rimaste solo queste… dimmelo come faccio? Eh, come?

Vomitale!

E dalla solidarietà che lega gli uomini disgraziati, passavamo alla violenza egoistica che divide. Il tavolo smetteva di essere tetto che proteggeva e si trasformava in un ring su cui si svolgevano incontri di pugilato che vedevano l’intervento dell’arbitro: due ceffoni per uno, per farla finita. Due ceffoni e un Smettetela di litigare, siete fratelli!, la voce di mamma come il suono della campanella.

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19 Responses to “Nella Casa Delle Farfalle 3”

  1. brumbru Says:

    Ha fatto bene, mamma. Ecco.

  2. Lillopercaso Says:

    Colgo al volo l’occasione, come si addice a una casa di farfalle, per lasciare una riga, anche se non ho letto ancora niente:
    il fatto è che che sono qui casualmente, finora non mi era stato concesso di entrare nel blog.
    Intanto, ciao.

    • fantasia972 Says:

      Lillo benvenuto! Ciò che non ho capito è perché non ti era permesso entrare nel blog? Questo è nato solo qualche giorno fa e io non ho ancora ben capito come cavolo funzioni wp.
      Vabbe’… intanto ciao!

  3. keypaxx Says:

    Per la verità non conosco i motivi che ti hanno spinta a non scrivere e pubblicare per un bel pezzo, su splinder.
    Certo è che, se i risultati sono questi, conveniva auspicare in una caduta ancora più immediata di splinder.

  4. keypaxx Says:

    Hai saputo mantenere uno spirito fiabesco e al tempo stesso legato alla realtà che ci circonda, maturandola in una consapevolezza del quotidiano ancora più approfondita.
    Leggerò con piacere il proseguio dei tuoi post.
    Un sorriso per un sereno fine settimana.
    ^_____^

    • fantasia972 Says:

      Key ti ringrazio per le tue belle parole! Il passato è passato e spero davvero che non debba più vivere un altro periodo di secca, anche se proprio secca secca non è stata; ho smesso di scrivere con costanza su splinder, ma frequentavo un posto altrettanto stimolante, un forum di scrittura che faceva capo a una piccola casa editrice, ma bravi! Peccato che poi quel posto sia stato chiuso per motivi interni di gestione della stessa casa editrice. Beh, mi ha aiutata moltissimo anche se nella sofferenza perché è lì che ho dovuto fare i conti con i miei limiti, è lì che mi sono resa conto di quanto piccola ero; è lì che mi hanno smontata in tanti piccoli pezzi, per poi aiutarmi a rimetterli assieme con una consapevolezza nuova. E’ lì che ho conosciuto quello che ho sempre considerato il mio personale critico più spietato, ma allo stesso tempo il mio Maestro.
      E adesso mi vengono i lucciconi perché a luglio scorso è volato in cielo, ma non voglio piangere. Sono qui, ho ripreso a “studiare”, ad allenarmi con i tasti anche per lui. 🙂
      Ti ringrazio, Key, perché mi hai dato la possibilità di portarlo qui nella mia nuova casa scrivendo un po’ di lui.
      un abbraccio e buon fine settimana! 🙂

      • keypaxx Says:

        Direi che, per quanto scontato possa sembrare e duro da digerire, è proprio nella sofferenza che si impara a crescere e maturare. Per quanto mi riguarda in quel che leggevo, non credo che tu ne avessi bisogno. Ma se ritieni che quel percorso ti sia servito, e lo conservi dentro di te come un reale passo avanti su per un sentiero di montagna, fatto di secche e giornate piene di sole, direi che è quanto basta.

  5. mimosa49 Says:

    La tua favola reale…o piuttosto il tuo reinterpretare una realtà fantasticamente, mi ha molto colpita. Nella risposta che hai dato a Key hai mostrato una parte interessante della tua vita. E’ vero, solo quando ci si confronta si comprendono i propri limiti, ma essi fanno crescere.
    Piacere di fare la tua conoscenza.
    Sono entrata nella tua casa grazie a Key.
    Buon fine settimana e…alla prossima

    • fantasia972 Says:

      Benvenuta Mimosa! Mi fa sempre un grande piacere quando qualche nuovo amico bussa alla porta della mia casetta, il blog l’ho sempre concepito come una casa. Questa che sto scrivendo non so se posso definirla favola, attingo moltissimo da quella che è stata la mia realtà di bambina. Nella case delle farfalle è nata una sera, avevo voglia di scrivere una cosa completamente diversa, poi però le Signore Parole hanno deciso di farmi percorre una strada diversa, mi hanno portata indietro nel tempo, mi hanno fatto rincontrare Stregonzi e con lei tutto quel mondo fatto di pensieri, di “visioni”, di mondi colorati che mi creavo. La fantasia non mi è mai stata nemica, devo riconoscerlo.
      Buon fine settimana anche a te e… adesso passo a trovarti nella tua di casetta!

    • fantasia972 Says:

      non hai un blog, ma un vero e proprio sito! E dipingi… bellissimo! ho letto le info su di te e sì, l’arte aiuta a vivere… Pennac, che adoro, scrive: La vita non è un romanzo, lo so… ma solo lo spirito del romanzo può renderla vivibile. Credo sia un concetto che può esser applicato ed esteso in ogni espressione artistica. Mi ha molto colpito e mi è piaciuto tantissimo il dipinto Metamorfosi, nel gruppo Le donne.
      Ripaserò con più calma per leggere anche qualche tuo racconto. poi magari mi spieghi se è possibile lasciare un commento nel tuo sito, perché con le tecnologie sono piuttosto imbranata!
      Un abbraccio! 🙂

  6. monicamarghetti Says:

    le patatine buone…avrei barato anche io non ci riesco a mangiarne una alla volta scusa:)

  7. lo sapevo eri tu:))
    baci belli per te

  8. sto bene oggi e devo dire che sto bene qui!!!
    ora piano piano riprendo confidenza e continuo nella lettura dei tuoi scritti

    (sei brava davvero commento serio il mio)

    bacionotte


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