L'idiot@

“All’improvviso, in mezzo alla tristezza, alla tenebra e all’oppressione spirituale, appariva un lampo di luce nella sua mente. La sua mente e il suo cuore s’inondavano di luce straordinaria. Ma quei lampi erano soltanto il preludio del momento in cui cominciava l’attacco.” L’ idiota, Dostoevskij

NELLA CASA DELLE FARFALLE 6 febbraio 5, 2012

Le tasche, tutte le tasche del mondo nascondono, custodiscono, proteggono. Abiti con le tasche, mani in tasca; deve esserci una tasca anche nella mia testa. È lì che sono nata, nella morbida tasca minuta di quand’ero piccola. Avvolta nel calore di una realtà fatta di fili sottili, setosi, pregiati; un bozzolo quadrato, rettangolare o circolare, ma questo non so dirlo con precisione. Le persone importanti della mia vita abitavano nelle tasche dei loro vestiti. Mio nonno, ad esempio, in quelle dei pantaloni scuri di velluto che indossava la Domenica. Poi, però, dovette cambiare domicilio; accadde quando si ammalò. Stando a letto tutto il giorno viveva nella tasca di un pigiama e benché non potesse più camminare io riuscivo a ritrovare le nostre risate, i nostri giochi nella larga sacca di cotone di quei pantaloni ampi e, per me, nuovi. Amo le stelline, sapete quella pastina che solitamente si prepara nel brodo. La amo perché ricordo sempre una sedia e, sopra questa, un piatto colmo di quella minestra. Era il nonno che m’imboccava.

Soffia, altrimenti ti scotti, diceva. Una volta il mio soffio fu davvero potente e dal cucchiaio saltarono per aria tutte le stelline.

Il cielo in una stanza, mi disse sorridendo e poi cominciò a cantare. La sua voce, poco intonata, era bella; e le parole nere di quella canzone danzavano sul bianco del soffitto assieme alle mie stelline. Mi sembrava magia: svanivano le pareti, apparivano gli alberi e le… farfalle.

Nelle tasche vi era tutto ciò che d’importante doveva esserci, persino le lacrime. Questo, però, l’ho compreso molto tempo dopo; allora ero solo una bambina che pensava di essere povera e senza casa; che non dava troppa importanza alle tasche, nemmeno a quella presente, proprio all’altezza del petto, sullo scamiciato verde di Stregonzi.

Un giorno dalla tasca bucata del grembiule della mia Ziamia vidi cadere per terra una collanina.

Ti è caduta questa, le dissi porgendole la collana. La prese tra le mani, la guardò con occhi nostalgici.

A volte, bambina mia, i buchi nelle tasche sono utili; lasciano andar via ciò che ci ostiniamo a voler tenere con noi, sebbene abbia provocato tanto male; siamo davvero stupidine noi femminucce, e poi mi sorrise anche se non bastò a cancellare quella tristezza che avevo visto nella sua tasca. La collana, poi, la mise in una scatola che teneva sul mobile nella sua stanza da letto.

Un giorno, quando sarai più grande, ti farò vedere le mie lacrime; sono tutte qui dentro, mi disse mentre la sua mano tremante riponeva la collana. Era malata di quella malattia che ti fa tremolare tutto, lo era fin da giovane; per questa ragione non si sposò mai. I suoi monili, nella scatola, ondeggiavano anch’essi; si muovevano perché inzuppati nel dolore di amori finiti a causa di quel suo difetto che non piaceva ai familiari dei suoi corteggiatori. Eppure, era così bella! Non abbastanza, forse, da trovare un uomo scudo dietro il quale proteggersi dagli occhi cattivi che sanno solo star fermi. In lei, al contrario, tutto si muoveva: le mani, la testa, il rosario quando recitava le preghiere, le posate quando mangiava, anche le sue carezze e i suoi baci mi dondolavano addosso. Io pensavo che fosse il modo tutto suo per farmi il solletico.

Quel giorno, invece, mi accorsi per la prima volta che quel suo continuo danzare era impregnato, bagnato di lacrime. Ero stata testimone, l’avevo vista davvero: una di quelle tante sue gocce salate scivolò via dal buco della tasca del grembiule, perché voleva andarsene e perdersi per sempre nell’oblio.

Ci sono tasche bucate che non bisogna mai rammendare, ricordalo bambina!, e mi sorrise. Questa volta il suo sorriso riuscì davvero a cancellarle la tristezza dal viso.

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64 Responses to “NELLA CASA DELLE FARFALLE 6”

  1. è bellisssimissimo leggerti ciao stef

  2. ….sono d’accordo certe tasche non bisognerebbe MAI rammendarle
    Barbara poi sei riuscita a vedere nella scatola di Ziamia?

  3. e se puoi dirmelo cosa “hai visto, cosa conteneva la scatola “…la fantasia è bella come te!

    • fantasia972 Says:

      Allora la scatola oltre ai gioielli, conteneva un fazzoletto di cotone bianco e uno colorato di diversi colori; poi le gommose alla frutta e le caramelle rossana, un rosario in legno, un rossetto, una busta da lettera vuota e una busta con una lettera, ma che non ho letto; un librino senza titolo e di autore anonimo, due cioccolatini… due boeri, uno per me e l’altro ovviamente per te! 🙂

    • vedi sei generosa e splendida come sempre!!
      Grazie del boero è come se tu mi avessi fatto una carezza!!

  4. stefano re Says:

    Scritto benissimo.
    Stefano

  5. brum Says:

    Molto, molto bello… e non c’è altro da dire.

  6. fantasia972 Says:

    Monicaaaaaaaaaaa ma tu devi essere masochista! Come puoi pensare di invitare il Brummolo ad aprirsi per poter parlare e raccontare???? Per una volta che si era mantenuto buono buono, tu adesso lo provochi in questo modo!? 🙂
    Un bacione a te! 🙂

  7. ahahahah lo immagino pure io…ma potrebbe stupirci con effetti speciali
    una bella sgommata e ….beh attendiamo sono certa che non farà mancare il suo contributo
    (ci pensi tu a dare IBAN a Brum??

  8. fantasia972 Says:

    Monica dopo il regalo che ho lasciato da lui adesso penso che si arrabbierà moltissimo! 🙂 hihihihihihi

  9. brum Says:

    Ahò, se poi lo volete chiamare “presenza” per me va bene uguale…

  10. brum Says:

    E se è impreparato gli mettiamo un bel 2, eh?

  11. brum Says:

    E confermo che la memoria comincia ad abbandonarti, si.

  12. brum Says:

    il cervello invece ti ha abbandonato da un pezzo…

  13. keypaxx Says:

    Le tasche… le tasche… ma quanto davvero può esserci dentro? lacrime… certo, ma anche gioia. Hanno una storia. La loro storia; mai uguale, sempre diversa. Sempre incredibilmente minuscola. A misura del rettangolo che circoscrivono. Potrebbero essere ricolme di ogni cosa. Ma sono essenzialmente piene di quello che sappiamo metterci dentro. Non sempre bastano; ma il necessario, quello a cui teniamo veramente, dimora e ci attende. Pronto a essere ripreso e riutilizzato. Ancora una volta, da un soggetto apparentemente poco interessante, hai saputo costruire una vicenda che ha il sapore del vissuto.
    Un sorriso per la serata.
    ^____^

  14. Buongiorno Barbara un bacio grandissimo:)

  15. Cara Barbara oggi ti ho un pò trascurato…ma avendo decisamente esagerato ieri…volevo rimediare stando un pò in silenzio…ma come vedi non ci riesco:)
    legatemi le mani:)

    ps….sai ho ricevuto un commento speciale ieri…vai solo a vedere l’avatar e il nick…poi capirai la mia gioia

    • fantasia972 Says:

      🙂 Tu non devi dire stupidate! Non devi mica trattenerti, ieri abbiamo giocato e scherzto assieme ed è stato bello! E poi io sono molto felice se ti sento ridere e sorridere! Questa è casa tua e sei libera di far tutto quello che ti salta in testa, chiaro? Un abbraccio e buona giornata.
      ps. ho visto…. ho visto… 🙂

  16. e dov’è finita la Barbara più bella del pianeta?

  17. brum Says:

    Boh. Ma qua non c’è mai stata…

  18. ©blu Says:

    sempre piacevolissimo passare da te!

  19. una coccola solo per te:)
    moni

  20. una coccola è troppo poco sei una grande amica tu
    meriti un oceano di bene
    moni

  21. quellidel54 Says:

    Bello come sempre. Tenero, intrigante e melanconico.
    Mi chiedo cosa ci tenga tu nelle tasche.
    Io … un pezzo di spago, l’accendino, una castagna secca, il fazzoletto e naturamente … una cosa segreta.

    • fantasia972 Says:

      Grazie! Grazie soprattutto per aver condiviso il contenuto delle tue tasche. Per quanto mi riguarda… posso dire che nelle mie tasche, attualmente, ho messo le parole del testo della canzone di Jovanotti, Le tasche piene di sassi. La sento molto mia…
      Un abbraccio

  22. fantasia972 Says:

    Testo: LE TASCHE PIENE DI SASSI

    Volano le libellule,
    sopra gli stagni e le pozzanghere in città,
    sembra che se ne freghino,
    della ricchezza che ora viene e dopo va,
    prendimi non mi concedere,
    nessuna replica alle tue fatalità,
    eccomi son tutto un fremito ehi.

    Passano alcune musiche,
    ma quando passano la terra tremerà,
    sembrano esplosioni inutili,
    ma in certi cuori qualche cosa resterà,
    non si sa come si creano,
    costellazioni di galassie e di energia,
    giocano a dadi gli uomini,
    resta sul tavolo un avanzo di magia.

    Sono solo stasera senza di te,
    mi hai lasciato da solo davanti al cielo
    e non so leggere
    vienimi a prendere
    mi riconosci ho le tasche piene di sassi.

    Sono solo stasera senza di te,
    mi hai lasciato da solo davanti a scuola,
    mi vien da piangere,
    arriva subito,
    mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
    la faccia piena di schiaffi,
    il cuore pieno di battiti
    e gli occhi pieni di te.

    Sbocciano i fiori sbocciano,
    e danno tutto quel che hanno in libertà,
    donano non si interessano,
    di ricompense e tutto quello che verrà,
    mormora la gente mormora
    falla tacere praticando l’allegria,
    giocano a dadi gli uomini,
    resta sul tavolo un avanzo di magia.

    Sono solo stasera senza di te,
    mi hai lasciato da solo davanti al cielo
    e non so leggere
    vienimi a prendere
    mi riconosci ho un mantello pieno di stracci.

    Sono solo stasera senza di te,
    mi hai lasciato da solo davanti a scuola,
    mi vien da piangere,
    arriva subito,
    mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
    la faccia piena di schiaffi,
    il cuore pieno di battiti
    e gli occhi pieni di te.

    Sono solo stasera senza di te,
    mi hai lasciato da solo davanti al cielo
    vienimi a prendere
    mi vien da piangere,
    arriva subito,
    mi riconosci ho le scarpe piene di sassi,
    la faccia piena di schiaffi,
    il cuore pieno di battiti
    e gli occhi pieni di te.

    Leggi qui: http://www.rnbjunk.com/testo-le-tasche-piene-di-sassi-jovanotti-988/#ixzz1mYwitUpF


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