L'idiot@

“All’improvviso, in mezzo alla tristezza, alla tenebra e all’oppressione spirituale, appariva un lampo di luce nella sua mente. La sua mente e il suo cuore s’inondavano di luce straordinaria. Ma quei lampi erano soltanto il preludio del momento in cui cominciava l’attacco.” L’ idiota, Dostoevskij

NELLA CASA DELLE FARFALLE 8 marzo 14, 2012

Com’è che vivono le farfalle? Svolazzano di fiore in fiore, in leggerezza. A guardarle bene sembrano sproporzionate con quelle loro enormi ali e la testa minuscola. La nascondono, forse, per timidezza o perché, magari, si sentono inadeguate. Le farfalle le vedi felici, con tutti i loro colori; le farfalle non hanno problemi perché non se li pongono; non si domandano mai se tutto quel loro volare abbia senso. Le farfalle sono stupide, di una stupidità fragile che si fa polvere. Posata, deposta, sedimentata; nervature delicate. Ali. Non puoi toccarle, lo sai. Non volerebbero più, altrimenti.

E una farfalla che non vola smette di essere farfalla.

Giunse il carnevale e io chiesi di mascherarmi da farfalla. Me lo cucì mia madre quell’abito e fu semplice confezionarlo: una tuta verde per il corpicino, un cerchietto con due antennine e le ali. Le volli grandi e colorate. Nel bordo inserì un filo di ferro per farle reggere e le cucì alla tuta verde. Pretesi la polverina. Che polverina?, mi domandò. Quella che hanno sulle ali, che se la tocchi poi non volano più, le risposi. Le ali ebbero la loro polverina, quella argentata che si usava a scuola per i lavoretti di Natale. Le guardai, erano perfette nella loro iridescenza di ali da farfalla e ne sorrisi, compiaciuta.

Svolazzai per diverso tempo, andando ben oltre il periodo di carnevale. Indossavo quell’abito ogni volta che la plastica rosa cercava di corrompermi; lo indossavo quando mi tornava la paura di esser povera perché non avevo una casa; lo indossavo, soprattutto, quando mi sentivo sola proprio come una farfalla che può riempire il suo isolamento con il volo. E mi ingozzavo di saltelli fantastici.

Oplà sul primo scalino; un, due e tre ed ero sul terzo. Al quarto temevo di farmi male, controllavo le ali, tutto a posto!, mi dicevo e mi buttavo. Scalini, marciapiedi e muretti permettevano alla mia fantasia di trasformarli in spazi grandi, in azzurri che sovrastavano il verde dei prati sui quali poter svolazzare. Erano odorosi di terra bagnata, altre volte il profumo diventava pungente e disgustoso. Dovevo scappare, battevo con più forza le ali per allontanarmi dall’afrore e cercavo i fiori sui quali riposare.

Preferivo farlo sulle pratoline che amavo in particolar modo. Quando sonnecchiavo sulle corolle dei fiori di campo cercavo di ridimensionare le ali. Mi raggomitolavo su me stessa per farle rimpicciolire. Volevo far spazio alle coccinelle così che potessero trovare un posto al mio fianco. Non mi piaceva dormire da sola. E su quello spazio colorato mi lasciavo circondare da presenze: coccinelle, ma anche volti umani.

Le prime mi mettevano allegria. Una sorta di euforia da festa. Trombette e cappellini di carta, musiche e danze, popcorn e succhi d’arancia. Poi chiudevo gli occhi e tutto cambiava. La luce cedeva il posto al buio e in esso prendevano forma i volti.

A mezz’aria c’era la signora dai capelli ricci. Sembrava la pagellina di un morto. Immobile, con un sorriso fermo e con gli occhi come vetri. La guardavo senza rivolgerle alcuna parola, ogni tanto le sorridevo, sperando di farle piacere come accadeva con la statua del Cristo al cimitero. In realtà non ho mai saputo se gradiva i miei sorrisi, perché non mi parlò mai.

Lei era silenzio.

 

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18 Responses to “NELLA CASA DELLE FARFALLE 8”

  1. fantasia972 Says:

    Ho un problema: come si fa a cambiare la grandezza dello scritto? Così risulta essere troppo piccolo, io faccio fatica a leggere dal monitor con questa grandezza! Chi mi aiuta?
    Grazie!

  2. Splendido Barbara e a volte lo è anche il silenzio sono sicura che a Lei…i tuoi sorrisi piacevano tanto
    come potrebbe non essere così:) perchè come sorridi tu nessuno può!
    un abbraccione
    moni

  3. ps…io leggo benissimo il testo

    • fantasia972 Says:

      Grazie Monì! 🙂 Questo è un capitolo che non so perché, ma mi piace… forse perché è nato dopo diversi giorni di silenzio… E adesso, nei prossimi giorni, dovrò pensare e riflettere su tutti gli aspetti del silenzio, perché comincio a credere che ci sia anche un silenzio non propriamente bello. Intanto mi metto in ascolto! 😉
      P.S. hai una mail! 🙂
      bacioooo

  4. io adoro quel silenzio che “fa Rumore” è dentro di noi e fai bene a restare in ascolto:)
    Mail ricevuta con gioia
    un bacione

  5. brum Says:

    Quando si tratta di rendere dolce e fantastico qualcosa che potrebbe anche essere brutta… hai poche rivali. Brava.

    • fantasia972 Says:

      Il fascino del brutto che ha in sé anche il bello; mi piacciono i contrari perché si contaminano. Ma tu stai diventando troppo buono nei commenti, mi dici sempre brava! 🙂
      un abbraccio e buon fine settimana

      • intesomale Says:

        I contrari stanno fermi, è la topologia della nostra mente che si fa avvolgente su sentieri inconcepibili dalla mente stessa… a volte, sembriamo così complessi che il sapere di essere illusione – se fosse pensabile – sarebbe consolazione.

  6. fantasia972 Says:

    il sapere di essere illusione – se fosse pensabile – sarebbe consolazione.Questa è una verità, almeno per me.

  7. keypaxx Says:

    Per cambiare il testo del tuo post occorre entrare nell’editor; dove hai la voce “visuale” e di fianco “html” (quando stai per postare, sul riquadro, verso destra).
    Devi scegliere “html” e impostare un codice prima del testo, tipo questo;

    senza dimenticare, alla fine del testo stesso, di chiudere il codice con questo;

    Ti consiglio di provare varie volte, cambiando la parte finale della prima stringa di codice ( i 14pt) che puoi far diventare 12pt o 15pt o 16pt a seconda di come ti occorre.
    Per provare clicca sempre su “anteprima modifiche”.

    Il testo, come sempre, è una perfetta simbiosi di stile, fantasia, realtà e fiaba che ti sono assolutamente consoni.
    Un sorriso per il fine settimana.
    ^___^

    • fantasia972 Says:

      Key sei stato gentilissimo! A esser sincera non sono proprio certa di aver capito, ma sono sicura di riuscirci sai a provare e a riprovare si finisce sempre che si riesce nelle imprese e io sono abbastanza testa dura!
      un abbraccio e buon fine settimana anche a te!

  8. 🙂 ciao Dolcissima ti auguro un buon sabato

    • fantasia972 Says:

      Buon Sabato anche a te! Io sono in pausa, ho preparato tutto il giorno manicaretti per questa sera… oggi festeggio i miei 40 anni compiuti martedì scorso. 🙂
      al taglio della torta penserò a tutte le persone importanti e che amo, tu sarai tra quelle… la vita è stata generosa con me! tvb

  9. capehorn Says:

    E’ interessante partire dal volo della farfalla, quindi dal movimento, dal viaggio, dalla presenza di suoni e colori e giungere al silenzio. L’assenza per eccellenza, la stasi, la fermata. Sempre che quel silenzio sia vuoto, cosa che non credo.
    Buon inizio di primavera.


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