L'idiot@

“All’improvviso, in mezzo alla tristezza, alla tenebra e all’oppressione spirituale, appariva un lampo di luce nella sua mente. La sua mente e il suo cuore s’inondavano di luce straordinaria. Ma quei lampi erano soltanto il preludio del momento in cui cominciava l’attacco.” L’ idiota, Dostoevskij

MARIPOSA (Nella casa delle farfalle) settembre 30, 2012

Filed under: Uncategorized — fantasia972 @ 9:56 pm
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Volare di notte fu molto diverso, perché diverse sono le farfalle notturne. Si liberano nell’aria quando tutto è oscuro. Il peso e lo sforzo che compiono è proporzionato all’inquietudine del loro volo che si compie quando il sole dorme, fregandosene di tutto ciò che potrebbe accadere. A vegliare resta la luna che di notte smette di essere ridicola*. Chi vola di giorno non potrà mai capirlo, continuerà a pensare a essa come a una palla di luce insignificante; continuerà a permettere che lui, il Sole, li accechi.

Non si fa guardare, il sole. Non permette a nessuno di farlo. Ha timore, è un falso coraggioso che sa solo imporsi, anche a chi non lo ama.

Chi vola di giorno non potrà mai vedere il tracotante pancione della Luna capace di accogliere tutti, anche i figli non voluti. E le falene lo sanno e cercano quella pancia, sempre. A volte sbagliano, seguono finte scie luminose; sono le farfalle giovani che non sanno ancor bene riconoscere le tracce autentiche. Accade, allora, che le vedi compiere voli acrobatici all’interno di piccole stanze, svolazzano attorno a lampadari e lampadine inseguendo bagliori artificiali e sfiorano con le loro ali solo sfere di vetro.

Mariposa si alzò dal letto per andare in bagno, accese la luce e la falena cominciò a volare in direzione della luce. Sembrava impazzita, si avvicinava alla lampadina per poi allontanarsene immediatamente.

Il calore le brucia le ali, pensò. Prese lo sgabello, quello che in bagno usava per arrivare al lavandino, lo trascinò fin sotto la finestra per aprirla e permettere alla farfalla di volar via.

La falena impiegò qualche minuto prima di trovare la strada per la Luna, poi prese la giusta direzione e venne fuori. Rimase a guardarla, illuminata dalla luce intensa della luna, mentre le volava incontro e continuò a osservarla fino a quando non giunse a toccarle la pancia. La vide sorridere felice e Mariposa diventò triste, perché provò una profonda nostalgia di casa.

In quel bagliore di volo notturno ricompose tutte le parole che erano rimaste a metà, chiuse nell’abitacolo dell’automobile di suo padre. Fu come giocare con le perline, infilarle una per volta nel cordoncino per farne un braccialetto o una collana.

LITIGIO, COLPA MIA, FIGLIO, CASA, MAMMA, PAPA’, FRATELLO, SANGUE, NATURALE.

Le prese tra le dita con delicatezza, guardandole bene per non scordarle. Solo le ultime due le sembrarono differenti dalle altre. Avevano una consistenza diversa, come se fossero sfere morbide, gommose; lanciandole avrebbero certamente rimbalzato. Tanti minuscoli saltelli che si sarebbero susseguiti velocemente sulle mattonelle colorate del pavimento, quello che veniva calpestato ogni giorno dalle fantasie che riempivano la casa delle farfalle, la sua testa.

 

* Sylvia Plath

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4 Responses to “MARIPOSA (Nella casa delle farfalle)”

  1. fantasia972 Says:

    Ecco, che dopo un po’ di mesi torno con il mio nella casa delle farfalle…. mi assento spesso, non sono costante nell’aggiornare il blog, ma non ho mai smesso di picchiettare sulla tastiera. I saltelli sono tutti in direzione di questa casa delle farfalle e, ne sono certa, prima o poi la trovo. Intanto la storia che postavo a puntate è un po’ cambiata. Intendo dire che i capitoli precedenti hanno subito delle modifiche, la più importante il cambio di persona: un salto dalla prima alla terza. Una nuova novità è che la protagonista (la bimba del racconto) adesso ha un nome, Mariposa e io le voglio proprio bene. Non so se continuerò a postarla in ordine, credo piuttosto di procedere qui sul blog postando quando capita una puntata, magari che possa farsi leggere senza necessariamente legarla alla storia. Perché farlo? io sono strana, questa come prima risposta; e poi Mariposa ha bisogno di amore, come tutti noi, è chissà che leggendo qualcosina che le riguardi qualcuno non impari a volerle un po’ di bene… ok, è tardi. sono stanca e credo di aver scritto qualche cavolata… 🙂 ma va bene così!

  2. fantasia972 Says:

    P.S. ancora non capisco come fare per aumentare la dimensione dei caratteri nel post, io li vedo piccini e mi bruciano gli occhi! ufffff

  3. Io vedo bene e voglio bene a Mariposa 🙂


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